30) Campanella. Un originale sistema didattico.
Il sistema d'insegnamento nella Citt del Sole  molto originale:
si usano i muri della citt come libri pubblici, su cui gli
studenti imparano spontaneamente. Questo metodo  stato recuperato
oggi con i murales e l'uso dei cartelloni pubblicitari.
T. Campanella, La citt del Sole (pagine 54-55).

Nelle mura del tempio esteriori e nelle cortine, che si calano
quando si predica per non perdersi la voce, vi sta ogni stella
ordinatamente con tre versi per una.
Nel dentro del primo girone tutte le figure matematiche, pi che
ne scrisse Euclide e Archimede, con la lor proposizione
significante. Nel di fuore vi  la carta della terra tutta, e poi
le tavole d'ogni provinzia con li riti e costumi e leggi loro, e
con l'alfabeti ordinati sopra il loro alfabeto.
Nel dentro del secondo girone vi son tutte le pietre preziose e
non preziose, e minerali, e metalli veri e pinti, con le
dichiarazioni di due versi per uno. Nel di fuore vi son tutte
sorti di laghi, mari e fiumi, vini e ogli e altri liquori, e loro
virt e origini e qualit; e ci son le caraffe piene di diversi
liquori di cento e trecento anni, con li quali sanano tutte
l'infirmit quasi.
Nel dentro del terzo vi son tutte le sorti di erbe e arbori del
mondo pinte, e pur in teste di terra sopra il rivellino, e le
dichiarazioni dove prima si ritrovrno, e le virt loro, e le
simiglianze c'hanno con le stelle e con li metalli e con le membra
umane, e l'uso loro in medicina. Nel di fuora tutte maniere di
pesci di fiumi, lachi e mari, e le virt loro, e 'l modo di
vivere, di generarsi e allevarsi, e a che serveno, e le
somiglianze c'hanno con le cose celesti e terrestri e dell'arte e
della natura; s che mi stupii, quando trovai pesce vescovo e
catena e chiodo e stella, appunto come son queste cose tra noi. Ci
sono ancini, rizzi, spondoli e tutto quanto  degno di sapere con
mirabil arte di pittura e di scrittura che dichiara.
Nel quarto, dentro vi son tutte sorti di uccelli pinti e lor
qualit, grandezze e costumi, e la fenice  verissima appresso
loro. Nel di fuora stanno tutte sorti di animali reptili, serpi,
draghi, vermini, e l'insetti, mosche, tafani eccetera, con le loro
condizioni, veneni e vertuti; e son pi che non pensamo.
Nel quinto, dentro vi son l'animali perfetti terrestri di tante
sorti che  stupore. Non sappiamo noi la millesima parte, e per,
sendo grandi di corpo, l'han pinti ancora nel di fuori rivellino;
e quante maniere di cavalli solamente! oh, belle figure dichiarate
dottamente!.
Nel sesto, dentro vi sono tutte l'arti meccaniche, e l'inventori
loro, e li diversi modi, come s'usano in diverse regioni del
mondo. Nel di fuori vi son tutti l'inventori delle leggi e delle
scienze e dell'armi. Trovai Mois, Osiri, Giove, Mercurio,
Macometto e altri assai; e in luoco assai onorato era Gies Cristo
e li dodici apostoli, che ne tengono gran conto, Cesare,
Alessandro, Pirro e tutti li Romani; onde io ammirato come sapeano
quelle istorie, mi mostrro che essi teneano di tutte nazioni
lingua, e che mandavano apposta per il mondo ambasciatori, e
s'informavano del bene e del male di tutti; e godeno assai in
questo. Viddi che nella China le bombarde e le stampe fro prima
ch'a noi.
[...].
Prima  da sapere che gli uomini e le donne vestono d'un modo atto
a guerreggiare, bench le donne hanno la sopravesta fin sotto al
ginocchio e l'uomini sopra, e s'allevan tutti in tutte l'arti.
Dopo li tre anni li fanciulli imparano la lingua e l'alfabeto
nelle mura, caminando in quattro schiere; e quattro vecchi li
guidano e insegnano, e poi li fan giocare e correre, per
rinforzarli, e sempre scalzi e scapigli, fin alli sette anni, e li
conducono nell'officine dell'arti, cositori, pittori, orefici
eccetera; e mirano l'inclinazione. Dopo li sette anni vanno alle
lezioni delle scienze naturali, tutti; ch son quattro lettori
della medesima lezioni, e in quattro ore tutte quattro squadre si
spediscono; perch, mentre gli altri si esercitano il corpo, o fan
li publici servizi, gli altri stanno alla lezione. Poi alli dieci
tutti si mettono alle matematiche, medicine e altre scienze, e ci
 continua disputa tra loro e concorrenza; e quelli poi diventano
offiziali di quella scienza, dove miglior profitto fanno, o di
quell'arte meccanica, perch ognuna ha il suo capo. E in campagna,
nei lavori e nella postura delle bestie pur vanno ad imparare; e
quello  tenuto di pi gran nobilt, che pi arti impara, e meglio
le fa. Onde si ridono di noi che gli artefici appellamo ignobili,
e diciamo nobili quelli, che null'arte imparano e stanno oziosi e
tengono in ozio e lasciva tanti servitori con roina della
republica.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
decimo, pagine 756-757 e 759.
